Riassunto:
Seguito di "Sconvolgimenti" (2). Michael
scopre di avere una sorella, una misteriosa ragazza è arrivata a Roswell e
subito ha conquistato l’amicizia dei ragazzi. E poi una strana filastrocca nata
da un sogno…. che legame c’è tra queste cose? E poi tante stranezze che….
Scritto: dal 17/01/2003 al18/04/2003
Valutazione contenuto racconto: adatto a tutti.
E-mail:
veliva.vale@libero.it
Disclaimer: tutti i diritti dei personaggi del
racconto appartengono alla WB, tranne Zoe e Atlan ed Estil. Il racconto è di
proprietà del sito Roswell.it.
Nota dell’autrice:
mi scuso per il mostruoso ritardo, ma all’ inizio erano tre racconti che ho
fuso assieme, quindi sono stata tanto a trovare un finale e poi non ho avuto
molto tempo per scrivere. Comunque, ora il racconto è finito, forse ci saranno
dei seguiti ma non garantisco…. Accetto tutti i commenti, belli o brutti che
siano! Ciao Vale
(Facciamo un passo indietro, sino alla
sera prima che Maria scoprisse Michael e Zoe nel parco assieme.)
- Ancora venti minuti e il mio turno finirà!-
- Non vedi l’ora di tornare da Maria, vero?- Chiese Liz, quel giorno a lei e
Michael toccava chiudere il locale.
- Sì anche, ma è che sono stanco morto, ieri, era il mio giorno libero, e sai
dove l’ho passato? Prima al centro commerciale a comprare gli ultimi regali, e
poi da Isabel per aiutarla a preparare i festoni per la festa di natale assieme
a Zoe. Una giornata da dimenticare!-
- Lo immagino, io fortunatamente ho il compito di portare i viveri.-
- Beata te!-
- Senti, oramai non verrà più nessuno, così che ne dici di chiudere prima?-
- Liz sei un angelo, io vado a chiudere il retro.-
- Io penso a spegnere e chiudere qui e poi ti raggiungo.- Liz stava per
chiudere la porta principale quando si trovò di fronte Max.
-Ciao amore.- La salutò con un lieve dolce bacio.
-Ciao, che ci fai qui, stavamo per chiudere.-
-Avevo voglia di vederti.-
Intanto nel retro Michael si era assicurato che tutte le porte fossero chiuse e
si stava cambiando per poter andare finalmente a casa a riposare.
“Michael!”
“Isabel?”
“No, sono Zoe, raggiungimi alla stanza del granilith, ho bisogno di vederti.”
“Ma…” Zoe aveva già interrotto il collegamento.
- Liz, se non hai più bisogno di me, io
me né vado…Ah, ciao Max.- Michael era entrato velocemente nel locale, non
pensando di trovarci qualcuno oltre a Liz.
- Non ti preoccupare, qui sistemo io, va pure a casa, ciao.-
- Ciao.- Michael uscì dal retro e salito in macchina partì spedito verso il
deserto.
Dopo essersi assicurato di non essere
seguito o spiato, Michael entrò nella stanza delle capsule e da lì in quella
del granilith.
Si guardò un po’ attorno poi la vide, rannicchiata in una angolo della stanza,
si precipitò da lei.
- Zoe, che ti succede, che hai?- La stinse tra le sue forti braccia.
- Nulla, sono solo debole, ho provato a fra ricordare a Kyle il nostro passato,
ma è restio ai ricordi alieni, si può sapere che gli avete fatto?- la sua voce
era appena un sussurro.
- E’ una storia troppo lunga, ora è meglio che ti riposi.-
- No, devo dirti una cosa, è molto importante.-
- Schh, ora riposa, quello che dovevi dirmi può aspettare sino a domani.- Zoe
si accoccolò contro di lui, e in breve si addormentò, avrebbe voluto parlargli,
ma era troppo debole, Michael restò a contemplarla, finché anche lui sfinito si
addormentò.
Non ricordava dov’era, si guardò un po’
attorno poi ricordò, Zoe lo aveva chiamato e lui era andato da lei, poi si
doveva essere addormentato. Ma che ora era? Guardò l’orologio, l’una e mezza,
Maria doveva essere preoccupatissima. Lentamente si alzò, non voleva svegliare
Zoe, e sapeva che lì, sarebbe stata al sicuro, senza far rumore uscì dalla
grotta e si diresse a casa.
Maria voleva rimanere alzata per
aspettarlo, ma il sonno aveva avuto la meglio.
Quando Michael rientrò la trovò che dormiva rannicchiata sul divano,
delicatamente la prese tra le braccia e la condusse in camera sua. Maria si
strinse il più possibile contro il suo corpo caldo, lei era fredda come un
ghiacciolo.
Lentamente, per non svegliarla, la depose sul letto e la coprì.
- Michael, resta con me stanotte.- Sussurrò Maria ancora mezza addormentata.
- Come vuoi tu amore.-
Il giorno dopo, un freddo pungente
paralizzò la cittadina, e solo pochi temerari misero il naso fuori di casa.
- Zoe, non ce la faccio più, non riesco a mentire a Maria, mi è difficile non
dirle di te, del nostro bambino. Poi adesso che viviamo insieme è ancora più
difficile, sono cambiato, sono più aperto, e non solo con lei. Sapendo quello
che è stato non poterle dire nulla mi distrugge!-
- Stai tranquillo, dammi ancora un po’ di tempo e vedrai che tutto si
sistemerà.-
- Si ma quanto?-
- Due giorni, solo due giorni. Con Kyle il risveglio della memoria è un po’
complicato a causa delle deviazioni subite da Tess.-
- Va bene, resisterò.- La abbracciò, poi se ne andarono diretti al Crash Down.
“Ba*****o” pensò Maria, aveva deciso di fare una passeggiata nel parco di
Roswell nonostante il freddo, poi li aveva visti, e aveva sentito tutto.
Quando Michael e Zoe entrarono al Crash
Down l’aria era molto tesa.
- Ciao- salutarono avvicinandosi al tavolo dove erano seduti gli altri.
Maria si alzò e andò diretta verso Michael con aria minacciosa.
- Ciao Amore.- lui fece per baciarla ma lei si scansò e gli diede uno schiaffo.
- Hey, che ti prende?-
- Che mi prende? Vi ho visti la fuori!-
- Maria, non è come credi.-
- Ah, no? Tra noi è finita! E vattene da casa mia!-
- Ma Maria!- Maria uscì dal locale a testa alta più infuriata che mai. La
seguivano a ruota Liz e Isabel.
- Non pensavo fossi così, hai pure un figlio!- Lo accusò Max prima di seguire
le ragazze. Kyle si limitò a sferrargli un pugno.
- Io ti amavo.- sussurrò a Zoe prima di uscire anche lui con gli altri.
- Kyle!- urlò lei con le lacrime agli occhi, ma il ragazzo se ne era già
andato.
- Zoe, calmati, vedrai che tutto si sistemerà. (Michael strinse a sé la sorella
e la cullò dolcemente) Solo non abbiamo più ventiquattro ore, dobbiamo fare
tutto questa notte.-
- Hai ragione… (Trasse un profondo respiro e si rimpadronì delle sue emozioni)
Il labbro sanguina, Kyle ti ha tirato un bel pugno. Andiamo a medicare quella
ferita.- lo portò con sé sino alla stanza del granilith, lì aprì una porta
nascosta nella parete con la sola forza del pensiero.
- Atlan, ci sei?-
- Eccomi!…Michael…-
- O dio mio, …ma lui, …….. tu non puoi, ……..tu ….O Dio mio!-
- Ti spiegherò tutto stanotte, non voglio spiegare tutta la storia due volte!-
- Tu l’hai chiamato Atlan quindi lui è …-
- Nostro fratello? Si, solo che a guardarvi bene somiglianza zero.-
- Chi ti ha ridotto così?-
-Oh, niente di che, Kyle mi ha tirato un pugno perché pensa che io me la
intenda con la sua ragazza, e che abbiamo pure un figlio.-
- E lo pensano anche tutti gli altri.-
- O misericordia l’avete combinata grossa.-
- Ora medichiamo lui e poi troviamo un modo per farli venire qui.-
- Ahi, mi fai male!-
- Se tu stessi più fermo, farei prima!-
- Ma brucia!-
- Ma sentitelo, il grande generale di Antar si lamenta peggio di un bambino!-
- Non è vero!-
- Ed invece sì, qui non c’è Max con i suoi poteri, quindi dovrai accontentarti
di disinfettante e cerotto. E se devi soffrire fallo in silenzio!-
- Allora, l’avete finita voi due di litigare? Vi si sente di sicuro sino a
Roswell! Ora, dobbiamo solo preoccuparci di come far venire gli altri qui, e
pregate perché ci riusciamo, altrimenti saremo nei guai!- Atlan era davvero
incavolato nero a causa del comportamento dei fratelli, e soprattutto perché il
piano originario, a causa di Michael e Zoe gli si era ritorto contro.
Zoe aveva finito con non poca fatica di medicare Michael, ed ora i tre fratelli
fissavano il vuoto seduti uno vicino all’altro aspettando il momento per
chiarire tutto con i loro amici.
- Una settimana neanche che vivo con Maria e lei mi caccia di casa, stavolta
non basterà dirle che l’amo per farle cambiare idea.-
- Nemmeno una settimana che sto con Kyle e lui mi lascia perché pensa che me la
intenda con mio fratello. È incredibile, come ha potuto solo lontanamente
pensare che mi piacesse un tipo come te!-
- Perché io che cos’ho che non va?-
- Non sei il mio tipo, sei troppo permaloso.
- Attenta a come parli ragazzina!-
- Ecco, lo vedi? Ti ho sempre odiato per questo tuo comportamento. -
- Guarda che hai iniziato tu, io mi sto solo difendendo dalle tue accuse,
sembra che per te sia colpa mia se Kyle ti ha lasciato.
- Beh, forse lo è, se tu fossi stato più prudente, Maria non ci avrebbe visto
assieme e tutto questo casino non sarebbe successo!-
- Ah, ora è colpa mia? Sei tu che sei sparita per più di quarant’anni, potevi
farti viva prima, non credi?- Zoe diede le spalle a Michael e nascose il viso
tra le mani.
- L’avete finita di litigare? Per oggi ne avete già combinate abbastanza!-
Atlan dei tre era il più vecchio ed il più saggio, era in pratica il
riappacificatore delle liti tra Rath e Antea su Antar e sembrava che la cosa
non fosse cambiata.
- Scusa, non volevo accusarti, è che questa situazione mi fa diventare pazzo. -
tentò di scusarsi Michael.
- No, scusa tu, non dovevo attaccarti a quel modo. -
Le ore passarono molto a rilento, il
piano era pronto e all’alba delle otto di sera sarebbe stato attuato.
A casa De Luca Liz stava tentando di
consolare Maria, che non la smetteva di piangere. Kyle se n’era andato a casa
sua, era la seconda ragazza con cui stava e la seconda che uno di loro gli
fregava, prima Liz e adesso Zoe, non lo sopportava.
Isabel e Max si erano chiusi ognuno nella propria stanza. Pensavano di
conoscere Michael, ma non era vero, lui li aveva traditi, aveva tradito la loro
amicizia.
A ridestare tutti dai loro pensieri fu il messaggio che ricevettero sul
cellulare.
“Vediamoci tra un’ora nel deserto, non ditelo a nessuno. Max” (Liz e Maria)
“Vediamoci tra un’ora nel deserto, non dirlo a nessuno. Kyle” (Isabel)
“Vediamoci tra un’ora nel deserto, non dirlo a nessuno. Liz” (Max)
“Vediamoci tra un’ora nel deserto, non dirlo a nessuno. Maria” (Kyle)
Nessuno disse niente a nessuno, e verso le nove si ritrovarono tutti assieme
nel deserto.
- Allora Kyle che volevi?- chiese Isabel.
- Io niente, è stata Maria a dirmi di venire qui.-
- No, è stato Max.-
- A me lo ha detto Liz.- Tutti guardarono Liz
- Io come Maria sono stata convocata qui da Max.-
Dopo qualche istante di silenzio…
- Io me ne vado.- Kyle si avviò verso la sua auto.
- Perché te ne vai?- gli chiese Isabel.
- Se ci pensate, possono solo esserci tre spiegazioni al fatto che siamo qui.
La prima è che è una trappola dei vostri nemici, ma in questo caso ci avrebbero
già attaccato. Secondo soffriamo tutti di allucinazioni e nessuno di noi non ha
mai ricevuto nessun messaggio, e terzo sono stati Michael e Zoe. E se è
l’ultima scelta quella giusta, cosa molto probabile, io non ho voglia di
restare a sentire le storie dei due piccioncini.-
- Aspetta Kyle, vengo con te.- Maria gli corse incontro e si diresse con lui
verso l’auto.
- Aspetta!- Gridò qualcuno. Maria si voltò, e vide Michael insieme a Zoe.
- Io e te ci siamo già detti tutto. È finita e questo è quanto.- Maria si
rincamminò verso l’auto. Michael riuscì a raggiungerla.
- Aspetta Maria, fammi spiegare.-
Maria si voltò per guardarlo negli occhi.
- Tu mi hai infranto troppe volte il cuore, hai giocato con i miei sentimenti,
non voglio più vederti.- Maria si allontanò, ma Michael la prese per un braccio
e la fece voltare.
- Ok, è vero, ti do ragione, alle volte sono stato insopportabile, e senza
volerlo ti ho ferita. Ma io ti amo…-
- Ma smettila, io non mi lascio fregare un'altra volta, tornatene da Zoe e dal
vostro bambino!-
- Zoe è mia sorella, e non c’è nessun bambino, anzi a dire la verità c’è, ma è
figlio nostro…- Maria non sapeva cosa dire, guardò Michael negli occhi, non
stava mentendo, ma come potevano avere un figlio? La risposta più o meno la
ricevette di lì a qualche secondo, si guardarono, occhi negli occhi, e lei vide
i suoi ricordi su Antar, vide se stessa.
- Ma come….-
- Vieni con me e lo saprai.- Maria ancora una volta si fidò del suo Space Boy e
lo seguì verso la stanza del granilith.
- Xar, le man teh regad. (Kyle, aspetta!)
-
- Ye sa na yader! (tra noi è finita.) - Kyle si stupì, aveva capito ciò che Zoe
gli aveva detto, ma ancor di più le aveva risposto.
- Tza la far ca le (vieni con me) i’le xatyou kalth (ti spiegherò tutto).-
- Jatzè se na ylcatnab (la mia mente è confusa) … Antea (Antea).-
- Scatnad y le. (Fidati di me) -
- Ok, voi siete gli alieni, cosa mi sono
persa?- chiese Liz a Max ed Isabel.
- Non ne abbiamo la minima idea.-
- Venite con me e lo capirete.- disse Michael sopraggiunto alle loro spalle.
Si diressero tutti assieme nella stanza del granilith.
- Sedetevi, è una storia molto lunga, ma
vedrò di essere breve.-
Tutti si sedettero, Zoe rimase in piedi, era troppo agitata.
- Allora, che Michael, Max e Isabel sono alieni lo sapete, e sapete anche di
Antar, o per lo meno quello che vi hanno fatto credere.-
- Che vuoi dire?- chiese Kyle impaziente.
- Ora vi spiego tutto. Partiamo dall’atterraggio nel quarantasette. Su quella
navicella non c’erano solo quattro ibridi e due alieni….. C’erano anche altri
sei alieni. -Tutti erano stupiti, perché Nasedo non lo aveva detto loro? Chi
erano queste altre persone? Zoe continuò il racconto.
- Dovete sapere che Antar era il pianeta principale di un insieme di mondi. In
tutto i pianeti sono quattro: Antar, Laix, Gotja ed Aleqad. I principi di Antar
erano Zan e Vilandra, vale a dire Max ed Isabel. Quello che non sapete è che
anche gli altri pianeti erano governati da dei regnanti. Per Gotja Xar. Per
Aleqad, due sorelle, Braha e Maima. Per Laix tre fratelli: Atlan, Rath e Antea.
Forse non ci starete capendo niente, quindi vi spiegherò meglio. Mentre
ricorderò il passato la vostra mente si schiuderà quindi non stupitevi se
saprete anticipare le mie parole. Io sono Antea, sorella di Rath e di Atlan,
promessa sposa di Xar. Michael è Rath, mio fratello e di Atlan, sposo di Maima
e re di Aleqad. Max è Zan, re di Antar, fratello di Vilandra, sposo di Braha.
Isabel è Vilandra, sorella di Zan, promessa sposa di mio fratello Atlan. E ora
le new entry tra gli alieni…Liz è Braha, regina di Antar, principessa di Aleqad
e sorella di Maima. Maria è Maima, regina di Alequad e madre dell’erede al
trono di Alequad e Laix. Kyle è Xar, sovrano di Gotja e mio promesso sposo. Ed
ora…Alex, lui è Atlan, mio fratello e re di Laix.-
Isabel sbiancò, lei era destinata a stare con Alex e non gli aveva mai detto
nemmeno una volta quello che provava per lui, sentì le lacrime salirle agli
occhi. Tutti erano sconvolti per le nuove rivelazioni, e non sapevano cosa
pensare, ricordavano qualcosa del loro passato, ma erano tutti ricordi sfocati
e vaghi.
Erano talmente assenti che non notarono
la figura che si era avvicinata a Zoe. La prima ad accorgersene fu Isabel, non
riuscì a proferire parola, le novità erano troppe, svenne. Max soccorse la
sorella. Solo in quel momento tutti si accorsero di Alex.
- O dio mio!- riuscirono solo a dire, prima di stringerlo in un caloroso
abbraccio.
Erano tutti scioccati e stupiti, non sapevano cosa pensare, avevano visto il
corpo di Alex, erano andati al suo funerale e ora lui era lì davanti a loro.
Quando Isabel si fu ripresa dallo svenimento e dallo schok, Zoe continuò il suo
racconto.
- I nostri regni erano ricchi e fruttuosi, la pace vi regnava sovrana. Questo
finché Kivar non ci attaccò. Quelli furono i peggiori mesi della mia vita.
Kivar ci attaccò cinque giorni dopo il matrimonio di Max e Liz, e s’insediò a
palazzo. Sapeva bene che sarebbe stato facile attaccare durante i
festeggiamenti, Michael aveva tentato di organizzare al meglio la sorveglianza
di quei giorni, ma vi era festa in tutti e quattro i pianeti, ed era
letteralmente impossibile controllare tutto. Kivar aveva a corte dei seguaci,
anche per questo riuscì ad attaccarci. Quel giorno ricordo che Michael assieme
ad un gruppo di soldati fidati attraverso dei passaggi segreti ci condussero ad
un piccolo porto spaziale sperduto nelle foreste di Antar, solo pochi erano a
conoscenza della sua esistenza. Da lì prendemmo direzioni diverse. Max, Michael
restarono a combattere su Antar. Io con Maima andai su Laix per organizzare le
difese del pianeta e inviare delle truppe in aiuto a Michael. Kyle assieme ad
Isabel andò sul suo pianeta per lo stesso motivo e Liz ed Alex andarono su
Aleqad. Ogni tot giorni, ci ritrovavamo tutti assieme, scioglievamo i gruppi e
ne formavamo di altri, cambiavamo alloggi, ci spostavamo in continuazione. Ogni
volta che il gruppo doveva riunirsi era sempre in posti diversi e a scadenze
diverse, per non dare il vantaggio a Kivar di trovarci tutti assieme. Era
Isabel che contattava tutti quanti, lei era sempre in contatto con ognuno di
noi. Dopo circa sette mesi di combattimenti, Maria scoprì di essere incinta. La
sua gioia era tanta, e anche quella di Michael, ma era sovrastata dalla paura
che Kivar potesse far del male al bambino. Fortunatamente non lo venne mai a
sapere, come sapete le gravidanze aliene durano circa un mese, quando Estil
nacque la guerra attorno a noi sembrò cessare per qualche secondo. Quella nuova
vita, aveva riportato in noi la speranza di un futuro, la speranza di vincere.
Dio, quanto ci sbagliavamo. Avevo detto a Rath che era troppo pericoloso, che
non mi convinceva quella falla nella sorveglianza di Kivar, che era troppo
facile, lui mi ha sorriso e mi ha detto: ” Sono solo sensazioni, non ci accadrà
nulla di male, andiamo, distruggiamo Kivar e torniamo. Te lo prometto.” Quel
giorno dovevo impedirgli di partire, dovevo! Tutti mi rassicuravano, ma io
sapevo che non erano solo sensazioni le mie, lo sentivo nel più profondo del
cuore che quella era l’ultima volta che avrei visto il profondo sguardo di Zan,
l’ultima volta che avrei sentito il coraggio di Isabel, l’ultima volta che
avrei detto: ”Ti voglio bene” a Rath.- Zoe non riuscì a trattenere le lacrime,
quei ricordi le facevano male, stava rivivendo la morte di uno dei suoi
fratelli, e questo le straziava il cuore. Dopo poco si calmò e riprese a
raccontare.
- Alex e Kyle erano rimasti con me Maria, Liz ed il piccolo. Vilandra era
andata con loro per riuscire a mantenere un contatto nell’immenso palazzo. Quel
giorno non smisi di piangere un solo istante. Non ci fu bisogno di parole, lo
sentimmo dentro, sentimmo Zan, Rath e Vilandra esalare l’ultimo respiro. Kivar
aveva vinto. Dopo la loro morte decidemmo di partire e di venire qui sulla
terra. Con del materiale genetico umano misto a quello alieno ricreammo Rath,
Zan e Vilandra. Con noi c’era anche un ambasciatore antariano, sua figlia era
morta durante la guerra, così acconsentimmo a clonare anche lei. Il peggiore
errore che ho commesso nella mia vita, Ava era una vipera, speravamo che il suo
clone non lo fosse, ma ci sbagliavamo. Intanto il tempo passava, io e Atlan
studiavamo la terra, e controllavamo che gli ibridi crescessero senza problemi.
Maima e Braha accudivano il piccolo Estil, e Xar tentava di aggiustare le parti
dell’astronave danneggiati dall’atterraggio.
Intanto, però, stavamo invecchiando velocemente, e non potevamo avventurarci
fuori dall’astronave che per brevi periodi, perché l’ossigeno nell’atmosfera è
superiore a quello che noi alieni potevamo sopportare, non sapevamo come
sopravvivere, così prendemmo una soluzione estrema. Prima Braha, poi Atlan,
Maima ed infine Xar affidarono i loro spiriti al destino. Io avrei voluto
seguirli, ma qualcuno doveva proteggere gli ibridi, ed io non mi fidavo per
nulla di Nasedo. Purtroppo però sei mesi prima che voi usciste dalle capsule-
indicò Max Isabel e Michael – Dovetti creare un clone anche di me stessa, ero
troppo malata. Presi parte del mio Dna, parte di quello di Michael e parte di
quello di Alex e del altro Dna umano. Feci la stessa cosa con Estil, solo che
invece del Dna di Alex usai quello di Maria. Ma non riuscii a creare un clone
del bambino, morii prima di racchiudere il materiale genetico in una capsula.
Poi che cosa sia successo non ne ho la minima idea, so solo che sono uscita
dalla mia capsula circa un anno fa, e da allora ho fatto in modo che Nasedo e
Tess non potessero più farvi del male. Alla fine ho deciso che era ora di farvi
ricordare, così ho iniziato a manipolare i vostri sogni e a risvegliare la
vostra memoria, poi il resto lo sapete.-
- È per questo che Liz l’altro giorno non si svegliava, le stavi facendo
ricordare il passato?- chiese Max.
- Si, quello che lei sognava era un mio ricordo, la donna sulla sedia a dondolo
era la regina madre di Antar, quando eravamo piccoli ci diceva una filastrocca,
penso che sappiate a quale mi riferisco, e fino ad ora non avevo mai capito il
suo significato, ma ora mi è tutto chiaro. Lei aveva il potere di vedere il
futuro e deve aver visto la guerra, la nostra morte, la nostra rinascita e la
nostra riunificazione. Mi spiego meglio:
“C’era una volta e ci sarà ancora quel che vi è ora, ” cioè il nostro legame.
“dalla M iniziare dovrai così alla fine della filastrocca tu arriverai.” cioè
Max, visto che lui è il re.
“Gli indizi sono nove, solo voi saprete dove.” Siamo noi più Tess.
“La A aspetta, ” Alex.
“la I è indecisa, ” Isabel.
“la k ha paura, ” Kyle.
”la L è sincera.” Liz
“Le M sono tre: la prima è combattuta, ” Max.
“la seconda è paziente, ” Maria.
“la terza soffre e fa soffrire.” Michael
“La T è traditrice” Tess.
“la Z è colei che svela.” Io.
“L’ultimo indizio, è stato un supplizio, ma alla fine lo scoprirete. Il giorno
giusto verrà, ed ognuno di voi, quel che è stato scoprirà. Dove tutto è
iniziato il segreto vi verrà svelato.” Dovrebbe riferirsi a quello che è
accaduto oggi.- concluse Zoe.
- A proposito di oggi, scusa Mich.- disse Kyle porgendogli la mano.
- Non importa, tu non far soffrire mia sorella e siamo pari.- Tutti risero.
- E dov’è Estil?- chiese cauta Maria, aveva una voglia matta di vedere il suo
bambino, di stringerlo a sé.
- Aspettavo che tu me lo chiedessi, seguitemi.- Zoe si alzò e li condusse in
un'altra stanza, sembrava un laboratorio. In una capsula nella parete vi era un
neonato.
- Lui è Estil, dovrebbe “nascere” tra poco. Quando un anno fa mi sono
svegliata, una delle prime cose è stato iniziare a creare il clone.- li informò
Zoe.
Maria sfiorò con la punta delle dita la capsula, Michael che era accanto a lei
la strinse a sé.
- Forse è meglio se tornate a casa, sono oramai le quattro del mattino, i
vostri genitori saranno preoccupati.- si intromise Alex.
- Se è possibile io vorrei restare qui.- Maria continuava a fissare la capsula.
- Anche io.- disse Michael.
- Io devo restarci comunque visto che non ho altro posto dove stare, ma
soprattutto sono morto.-
- Potresti andare a stare a casa nostra.- propose Maria – infondo sei il
fratello di Michael nonché il mio migliore amico.-
- Sei sicura?-
- Si, ne sarei felice.-
- Ma se altre persone ti vedessero?- Isabel era davvero preoccupata.
- A quello ci penso io.- Liz si concentrò. – Ora quando andrai in giro gli
altri non ti vedranno con la tua vera faccia, ma con quella di qualcun altro,
solo noi ti vedremo come sei veramente.-
- Liz ma come…-
- Come ho fatto? Non lo so, so solo che ho sentito che potevo farlo e l’ho
fatto. Ora andiamo.- Uscirono tutti dalla grotta, tranne Michael e Maria, e si
diressero verso le loro auto. Isabel aveva deciso di andare con Alex, non
voleva più staccarsi da lui per paura di perderlo. Liz ne approfittò per stare
da Max.
- Kyle, io devo restare, almeno finché il bambino non sarà nato. Ti prometto
che poi verrò da te.-
- D’accordo, ti aspetto.- Si baciarono, Zoe era felice, perché finalmente aveva
ritrovato colui che le aveva stregato il cuore.
La mattina dopo al Crush Down c’erano
tutti, o quasi. Mancavano Michael, Maria e Zoe.
- Liz, mi porti un altro caffè?-
- Kyle, è già il quarto!-
- Non ho chiuso occhio tutta la notte, aspettando Zoe, ma lei non si è fatta
vedere. Quindi se non vuoi che mi addormenti qui, portami un altro caffè.-
- Ok. Hey, arrivano Michael e Maria. Ma cosa tiene in braccio Maria? O mamma
mia.- I ragazzi corsero loro incontro. Maria teneva in braccio il bambino, che
dormiva placidamente. Tornarono tutti a sedersi non staccando un attimo gli
occhi da quel fagottino.
- Zoe non è con voi?- chiese dopo un po’ Kyle.
- No, dopo che il bambino è nato de n’è andata dicendo che veniva da te,
perché?-
- Perché è da stamattina alle quattro che non la vedo, cioè da quando siamo
tornati dal deserto.-
- È strano, non è da Zoe. Magari si è fermata da qualche parte.-
- Forse.- Ma nessuno era molto convinto.
- Ma dove avete preso tutta quella roba?- chiese Isabel indicando il borsone
che Michael aveva posato sul tavolo.
- È tutta roba per lui, c’e l’ha data Zoe, ha detto di averla comprata
nell’evenienza che non avessimo nulla per il bambino.-
- Avete già deciso come chiamarlo?-
- No, veramente no. Su forza con le idee!- disse Maria porgendo il bimbo a
Michael. Sembravano già esperti come genitori.
- Jesse.-
- No!-
- Alonso.-
- No!-
- Banquo. -
- No!-
- Matthew. -
- E tu che ne dici, ti piace?- chiese Maria sfiorando la guancia del bambino
che dormiva beatamente tra le braccia del padre.
- Lui non oppone obbiezioni, quindi, vada per Matthew.- Maria sorrise
incontrando lo sguardo di Michael, quello era il loro bambino, solo loro.
I ragazzi passarono insieme tutto il giorno, tentando di ricordare il più
possibile del loro passato.
- La loro strada sarà sempre in
salita, ma se la percorreranno uniti, le difficoltà verranno superate. -
- Assieme, uniti, nel bene e nel male, è questa la loro via. Per tutta
l’eternità-
Subito dopo la nascita di Estil, Zoe si
era diretta verso il deserto per riflettere prima di andare da Kyle, ma lì
aveva incontrato qualcuno.
- Che diavolo vuoi ancora?-
- Voglio solo ciò che è mio di diritto, io ho badato ai reali per quasi
cinquant’anni, ho diritto ad essere ripagato. -
- Certo, li hai protetti bene tentando di farli amazzare. -
- Questi sono solo dettagli, loro sono sotto il mio totale controllo. -
- Qui ti sbagli, ho risvegliato le loro menti, la profezia si sta avverando!
Assieme, uniti, nel bene e nel male, è questa la nostra via. Per tutta
l’eternità -
- E’ impossibile. Tu non puoi avere fatto una cosa del genere. -
- Ed invece si, io sono la guardiana dei loro destini, è per questo che sono
nata, per proteggerli, anche a costo della mia vita. Muori!!!- Zoe raccolse
tutte le sue energie e le lanciò contro Nasedo. Il colpo fu mortale per
entrambi. Zoe guardò il cielo ricoperto di stelle, ora anche il suo spirito si
sarebbe ricongiunto a quello dei suoi cari. La sua missione era stata compiuta.
- Nel bene e nel male per sempre uniti, per tutta l’eternità. - Furono le sue
ultime parole.
Lei era la vera Antea, non il suo clone, miracolosamente era riuscita a
resistere per tutti quegli anni sulla terra, ma ora il suo corpo e il suo
spirito erano troppo deboli, gli sforzi poi per far ricordare agli altri la
loro vita passata, aveva peggiorato la situazione. Ora era libera, libera di
ricominciare a vivere vicino alle persone che amava. Con le sue ultime parole
aveva anche lei affidato il suo spirito, i suoi ricordi al destino, e quando il
suo clone sarebbe uscito dalla capsula, avrebbe ricordato tutto, avrebbe
vissuto.
Erano oramai tre giorni che Zoe non si
faceva viva, erano tutti preoccupati, l’avevano cercata dappertutto, ma di lei
non vi era traccia.
Oramai era arrivato il giorno di Natale, si erano ritrovati a casa Evans,
nell’aria, non vi era allegria, ma tensione e paura. Erano pronti per andare
alla messa di mezzanotte, c’erano tutti, Maz e Liz, che dato l’assenza dei
genitori di entrambi, avevano provato a vivere insieme, all’inizio era stato
una cosa speciale, e divertente, ma poi dopo aver scoperto il loro passato,
quell’esperienza era diventata più profonda e magica. Michael e Maria, avevano
fatto passare Mattheaw per un cuginetto di Maria, affidato per qualche tempo
alla ragazza. Alex e Isabel, che si erano trasferiti a casa di Michel e Maria
per poter stare assieme. E Kyle, anche lui si era trasferito da Michael e Maria
sperando che Zoe si facesse viva. Insomma c’erano proprio tutti, e sembravano
una grande famiglia, però da volto dei ragazzi si poteva capire che c’era
qualcosa che li turbava, come se mancasse loro qualcosa, o qualcuno. Ma come si
dice, a Natale tutto può accadere…
Quando era uscita dalla capsula, le ci
era voluto molto tempo per rendersi conto di dove si trovava e ricordare il suo
passato. Ma ora era lì e quello era il passato.
Il suo corpo era lì, ma la sua mente era
da tutt’altra parte, niente in quegli ultimi giorni riusciva a scaldargli il
cuore, nemmeno i canti natalizi. Era talmente distratto da non notare la figura
che gli si era avvicinata, sino a che questa non gli strinse la mano, allora si
voltò verso di lei. Non riusciva a crederci, la sua Zoe era lì con lui. La
strinse a se, mentre un dolce tepore gli scaldava il cuore.
- Dove sei stata tutto questo tempo, noi eravamo preoccupati, pensavamo che…-
- Schh, quello che conta è che ora sono qui con te, e ci sarò sempre. Uniti nel
bene e nel male, per tutta l’eternità. - Un dolce bacio suggellò le sue ultime
parole, mentre attorno a loro la gioia rinasceva pura dai cuori dei loro amici.
Quello si che era un Natale diverso dal solito, era il loro Natale, era il loro
punto d’inizio per una nuova vita, tutti assieme.
- Uniti per sempre per tutta
l’eternità. Così sia. -
Fine
Scritta
da Valentina |