"Il matrimonio del mio migliore amico"
TITOLO ITALIANO: "Il matrimonio del mio migliore amico"
TITOLO ORIGINALE: "My Best Friend's Wedding"
REGIA: P.J. Hogan
SCENEGGIATURA: Ronald Bass
MUSICHE: James Newton Howard
PRODUZIONE: USA 1997
DURATA: 105 minuti
PERSONAGGI |
INTERPRETI |
DOPPIATORI |
JULIANNE POTTER |
Julia Roberts |
CRISTINA BORASCHI |
MICHAEL O'NEAL |
Dermot Mulroney |
RICCARDO ROSSI |
KIMMY WALLACE |
Cameron Diaz |
GEORGIA LEPORE |
GEORGE DOWNES |
Rupert Everett |
ANTONIO SANNA |
WALTER WALLACE |
Philip Bosco |
SANDRO IOVINO |
JOE O'NEAL |
M. Emmet Walsh |
SANDRO SARDONE |
SCOTT O'NEAL | Chris Masterson | FABRIZIO MANFREDI |
SAMANTHA NEWHOUSE | Rachel Griffiths | ELEONORA DE ANGELIS |
AMANDA NEWHOUSE | Carrie Preston | TIZIANA AVARISTA |
ISABELLE WALLACE | Susan Sullivan | CRISTINA DIAN |
RICHARD il portiere | Paul Giamatti | SIMONE MORI |
CHARLIE TROTTER | Charlie Trotter |
DOPPIAGGIO ITALIANO: SEFIT-CDC
DIALOGHI ITALIANI: MAURO TRENTINI
DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: GIORGIO PIAZZA
ASSISTENTE AL DOPPIAGGIO: DANIELA LOSAVIO
UN
COMMENTO SUL FILM
a cura di Giorgio
Si può essere dire d’essere innamorati di qualcuno e poi fare di tutto per riuscire …. a perderlo? Questa è la domanda che accompagna lo spettatore davanti a Il Matrimonio del Mio Migliore Amico. Julianne ha 28 anni è bella, è una giornalista affermata e non è certo a corto di corteggiatori ma preferisce sfuggire a tutti, volubile ed infantile. Rimane il caro Michael, un migliore amico un po’ particolare in verità, breve fiamma ai tempi dell’Università, poi una lunga amicizia seppure con intervalli notevoli di lontananza…. Michael e la loro promessa “Se entro i 28 anni non avremo trovato l’anima gemella, ci sposeremo”. Ma il gioco le si sta per rompere tra le mani, quattro giorni soltanto e lui si sposerà con una ricca ereditiera e lei sarà la damigella d’onore. E d’improvviso è il panico… ma perché? Lo ama? Vuole il matrimonio? O semplicemente vuole vantare un diritto di precedenza? In ogni caso eccola partire a testa bassa tra trame e sotterfugi degni di una scorpioncina innamorata con annessi brevi momenti di sensi di colpa; ed il colmo è che potrebbe spuntarla tanto ingenua ed inetta appare la rivale pronta a cadere in tutte le sue trappole…. Insomma Julianne potrebbe stravincere su Kimmy anche se quest’ultima, quando chiede scusa, è tanto disarmante da far tenerezza. Nonostante tutto Julianne gioca le sue carte senza piena convinzione ed anche quando il momento è favorevole, anche quando è riuscita a far ingelosire Michael, chiamando a soccorso il suo amico gay George, anche quando lui le chiede di stare soli e la porta in battello sussurrandole all’orecchio la loro canzone, insomma anche quando lì sotto l’ombra del ponte lui potrebbe ripensarci, ecco che Julianne non ce la fa. Ha paura. Perché “le piace l’idea dell’amore. Molto meno ciò che comporta” e ciononostante recalcitra bizzosa e respinge il consiglio di George che la esorta “Fai il tuo dovere. Digli che lo ami e poi accompagnalo all’altare con Kimmy”. Invece no, cosa fa Julianne, glielo dice quando non c’è nessuna possibilità che lui le risponda di sì, parla solo dopo aver tentato di farlo licenziare spacciandosi per il padre di Kimmy. Probabilmente Julianne ama davvero Michael ma in fondo quando vede i due sposi uscire felici dalla sua vita lei lo sa. “E’ meglio versare qualche lacrima per un amore di cui non si conosceranno mai i limiti, che affrontare il duro cammino della realtà…. Per crescere c’è sempre tempo, forse la prossima volta andrà meglio e, comunque, come dice George facendola danzare “Ma che diavolo! La vita continua. Forse non ci sarà matrimonio, forse non ci sarà sesso…ma perdinci! Ci sarà almeno il ballo!””
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