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L'incidente di Roswell: un approfondimento
a cura di Alessandro

Roswell. Insieme all'Area 51 e' sicuramente il "caso" ufologico più conosciuto da appassionati e non. Se ne sono sentite di tutti i colori su questo argomento. Le teorie e le idee sono molteplici ed è (come sempre) difficile farsi una opinione lucida senza farsi coinvolgere dalle emozioni e dalle proprie opinioni. Forse il fatto di avere pensieri personali e' quello che rende l'Ufologia così vasta ed interessante.
Recentemente la US AIR FORCE (l'aviazione militare statunitense) ha dichiarato il caso Roswell definitivamente chiuso affermando che "l'oggetto precipitato non era altro che un pallone da alta quota e gli alieni rinvenuti semplici manichini. Si trattò soltanto di un esperimento".
E' questa la verità ? Oppure veramente un Ufo precipitò sulla terra e veramente furono rinvenuti cadaveri di Alieni?

Partiamo dall'inizio. Nei primi giorni del giugno 1947, alcuni abitanti di Roswell (New Messico) dichiararono di aver visto degli strani oggetti muoversi di notte nel cielo. Le testimonianze a questo riguardo sono confuse ed e' impossibile affermare con sicurezza che si trattasse effettivamente di Ufo.
L'8 Giugno dello stesso anno, il Roswell Daily Record pubblicò un articolo riguardo uno di questi avvistamenti (risalente al 2 Giugno). Nell'articolo si parla di una certa coppia, il signore e la signora Wilmot che se ne stavano seduti in macchina quando all'improvviso videro un grande oggetto lampeggiante che si muoveva nel cielo ad una velocità elevata. Si precipitarono fuori dalla vettura per osservarlo meglio e l'avvistamento durò circa 1 minuto. L'oggetto era di forma ovale e lampeggiava con una luce intensa. Il signor Wilmot affermò di non aver sentito nessun rumore particolare durante quei secondi mentre la sua signora dichiarò di aver avvertito un suono per qualche breve istante. Questi signori Wilmot, che erano tra i più rispettati ed in vista di tutta Roswell, tennero l'esperienza per loro aspettando di trovare qualche altra persona che aveva assistito allo stesso fenomeno. Soltanto il 7 di giugno si decisero a parlare e l'articolo fu pubblicato il giorno dopo.
La testimonianza dei Wilmot fu indagata in seguito anche da J. Allyn Hynek, per conto del progetto Grudge (Blue Book).
Tuttavia il racconto dei Wilmot faceva pensare che avessero visto un meteorite piuttosto che un ufo. Difatti dalla dettagliata descrizione fornita dalla coppia si possono riscontrare molte delle caratteristiche che si possono osservare in meteoriti precipitanti.

Giorni dopo ci fu la testimonianza di un'altro signore, un certo William Woody che affermò di aver visto proprio uno di questi meteoriti (nello stesso giorno dei Wilmot) muoversi nel cielo e scomparire dietro l'orizzonte (forse precipitando). Ed ancora un'altra storia proviene da due suore che lavoravano nel locale ospedale di Saint Mary, Madre Superiora Mary Bernardette e Suora Capistrano che raccontarono di aver visto una luce brillante muoversi nel cielo tra le 11:00 e le 11:30 del mattino.

Una dichiarazione più recente invece di un ex Caporale dell'esercito dice di un oggetto muoversi nel cielo emanando una luce arancione. L'oggetto sarebbe stato grande quanto la luna.

Queste dichiarazioni, vecchie e recenti, lasciano immaginare che le persone coinvolte abbiano visto una semplice meteora nelle sue caratteristiche principali e secondo vari passaggi nell'atmosfera terrestre. Non si può tuttavia, affermare con assoluta sicurezza che si trattasse certamente di un meteorite. Difatti qualche giorno dopo successe qualcosa...

Il signor William Brazel lavorava nella fattoria dei signori Foster durante l'estate dello stesso anno (47). Questa fattoria si trovava fra la città di Roswell e quella di Corona. Fu Brazel a scoprire dei detriti di un disco volante precipitato proprio lì intorno. Quando e come lo scoprì non e' stato mai reso noto inizialmente, anche se uno dei suoi figli raccontò molto riguardo la scoperta. Bil Brazel (che era appunto il figlio maggiore) raccontò che (la sera dello stesso 2 Giugno) suo padre era all'interno della fattoria con gli altri figli quando all'improvviso si udì un forte boato simile al suono emesso da un fulmine. Insieme al rumore ci fu una tremenda esplosione e bagliori di luce nel cielo.

William Brazel
William Brazel

A questo punto William Brazel si dirige con il suo camion sul luogo approssimativo e raccolse dei resti che vide sul terreno per poi tornare indietro alla fattoria. Le informazioni sono un po' confuse in quanto non e' accertato che il terreno fosse bruciato a seguito dell'esplosione o meno. Altre incongruenze si hanno da alcune a dir poco contorte dichiarazioni dei figli che in un primo momento confermarono la storia e in un secondo dichiararono che il loro papà viveva da solo nella fattoria Foster.
Altro racconto e' che la sera del 2 Giugno ci fu una terribile tempesta e che W. Blazer scoprì il campo con i resti soltanto il giorno dopo, ritornando alla fattoria dopo una visita a Corona. Con se c'era anche la figlia.
Un'altra versione infatti viene da Bessie, la figlia di William, che dichiarò di essere stata presente alla raccolta dei resti descrivendoli simili a delle spesse lamine di alluminio frammentate in tante piccole parti. Alcune di queste avevano delle specie di lettere e numeri incisi su di esse. Mettendoli alla luce ci si accorse che le iscrizioni sembravano fatti con pastelli o qualcosa di simile, ma il tentativo di William di rimuovere una delle strane scritte rivelò che era del tutto impossibile farlo. Su altre lamine c'erano dei disegni simili a raffigurazioni floreali composte da giapponesi e cinesi.

Un'altro presunto testimone coinvolto con il ritrovamento dei resti e' l'allora giovane Timothy D. Proctor (figlio di amici di William Brazel), la madre Loretta affermò che suo figlio era presente ma che era ancora troppo piccolo per ricordare e capire cosa stesse succedendo. In seguito Loretta e suo marito Floyd parlarono con il Brazel di questi ritrovamenti ed il signor Floyd dichiarò che l'amico raccontava dei resti come qualcosa di molto strano. I disegni ritrovati su alcuni di essi ricordavano alcune iconografie giapponesi o cinesi e che il metallo di cui erano composti era veramente diverso da qualsiasi altro che conosceva.
Loretta e Floyd videro alcuni di questi reperti che gli furono mostrati direttamente da William e la donna disse che effettivamente erano decisamente particolari. Insieme provarono a perforare le basi con dei coltelli e ad inciderli o cercare di romperli ma tutti gli esiti furono negativi.

Uno dei presunti reperti
Uno dei presunti reperti

Il tutto sarebbe stato confermato dalla sorella di William, Lorraine Blazer che raccontò di come il fratello fosse sconcertato di aver fatto quella scoperta e di come fossero strani quei resti. La notizia fu pubblicata ancora una volta dal Roswell Daily Record (il 9 di giugno) con una intervista a Brazel che rivelò altri particolari della vicenda. Brazel era convinto che quei resti fossero di un disco volante anche in reazione alle voci di avvistamento che aveva sentito i giorni prima. Affermò inoltre di essere sicuro che non si trattasse dei resti di un veicolo creato dall'uomo.
George Wilcox (il locale sceriffo di Roswell) ascoltò la testimonianza di William, sua moglie e sua figlia, insieme a quelle degli amici Floyd e Loretta Proctor. Tutti fornirono una testimonianza del tutto simile.

George Wilcox
George Wilcox

All'epoca dei fatti nessuno aveva in mente cosa fosse un Ufo e fu messa una taglia di 3000 dollari per ogni singolo reperto rinvenuto nell'aria del crash. L'iniziativa non fu presa in considerazione quasi da nessuno.

A questo punto entra in scena Jesse A. Marcel, un ufficiale della RAAF (Roswell Army AirForce) convocato dallo sceriffo Wilcox. Insieme al collega ufficiale Sheridan Cavitt, il Marcel si recò prima dallo sceriffo da cui apprese le testimonianze pervenute e in seguito si recò sul luogo del crash per vedere quanto ci fosse di vero in quelle storie (7 Giugno 1947).

Jesse Marcel
Jesse Marcel

In una recente più recente intervista (nel 1979, un anno prima che morisse), Marcel aveva dichiarato di conoscere a perfezione qualsiasi pallone o aereo usato dalla aviazione militare e civile e difatti dopo aver osservato i resti che ritrovò nell'area disse che certamente non si trattava di un velivolo aereo americano e tanto meno di un missile o qualcosa di simile. Marcel provò a bruciarne uno dei resti ma questo non prese fuoco, provò allora a romperlo con un pesante martello ma non riuscì a provocare nemmeno un piccolo graffio.
Marcel affermò:
"Quando arrivammo sul luogo del crash, fu impressionante constatare la grande area che aveva occupato. Sul terreno non c'erano segni di uno schianto. Deve essere stato qualcosa che si e' distrutto prima di impattare con la terra. Non lo sappiamo. Tuttavia copriva un intero miglio di lunghezza e svariati piedi di larghezza. Procedemmo con il recuperare tutti i resti che potevamo trovare, caricandoli sulla nostra Jeep. Bastò osservare appena i resti per farmi capire che non si trattava ne di un pallone, di un aereo o di un missile. Cosa era non lo sapevamo, ci limitammo a raccogliere tutti i frammenti che potevamo caricare. Era qualcosa che non avevo mai visto prima d'ora, ed io ero esperto su tutte le attività aeree degli Stati Uniti e non in quegli anni. Caricammo al limite la Jeep, ma ormai ero curioso e non ero soddisfatto di quanto raccolto. Dissi a Cavitt -Tu guida la jeep io continuo a prendere pezzi e li porto in macchina-. Cosi facemmo ma raccogliemmo solo una piccola parte di tutto il materiale presente nell'area.
Una cosa che mi impressionò fu che alcuni di questi pezzi erano simili a delle pergamene e su alcune c'erano delle incisioni, simili a geroglifici ma non esattamente la stessa cosa. Simboli che volevano significare qualcosa. Erano di colore rosa e viola, ho provato a bruciare una delle "pergamene" ma non ci sono riuscito. Ritrovai anche uno strano pezzo di quello che sembrava metallo.
Non sono più tornato sul luogo dello schianto perché in ufficio avevo molto lavoro da sbrigare. Ho provato a rompere il pezzo di metallo con un grosso martello che mi ero fatto dare alla base ma incredibilmente il pezzo e' rimasto intatto senza nemmeno una piccola riga.
Come ho già detto e' stato qualcosa che non avevo mai visto prima. Ribadisco, non si trattava di nessun veicolo aereo conosciuto"

Alcuni dei reperti
Alcuni dei reperti

Lo stesso giorno, intorno alle 16:00, Lydia Sleppy, alla KSWS (una radio di Roswell), iniziò a diffondere la notizia che i resti di un oggetto non identificato erano stati ritrovati vicino la fattoria dei Foster. La trasmissione fu bruscamente interrotta dall'intervento della FBI.
I resti portati alla base dell'aviazione militare vicino Roswell da Marcel e Cavitt, furono esaminati dal Colonello Blanchard, che in seguito ordinò al Tenente Walter Haut di organizzare un incontro con la stampa e di dichiarare che l'esercito aveva ritrovato i resti di un oggetto volante non identificato che si era schiantato al suolo in circostanze misteriose.
Fu informato anche il Generale Clemence McMullen, che nello stesso giorno (qualche ora dopo la conferenza stampa), comunicò al Generale Roger Ramey (della vicina base di Fort Worth) di organizzare un'altro incontro con i giornalisti e di coprire la storia dell'oggetto volante dichiarando che in realtà si trattava di un pallone da alta quota. Fu anche ordinato di spedire alcuni dei reperti trovati direttamente a Washington.
Nello stesso pomeriggio ci fu la seconda conferenza stampa tenuta dal Generale Ramey stesso che dichiarò quanto riferito dal Generale McMullen mostrando alcune immagini di un pallone danneggiato, affermando che questo sarebbe volato proprio sopra la zona del ritrovamento. Ma in realtà quelle immagini non avevano nulla a che fare con tutto il fatto.

La notizia si sparse in tutta l'America e la stampa fu divisa tra coloro che riportarono la storia come un incidente durante un esperimento dell'aviazione e quelli che scrissero la storia dell'oggetto misterioso precipitato al suolo. Questo per il motivo che alcuni giornali uscivano anche nel pomeriggio.Fra questi vanno riportati il Chicago Daily News, Los Angeles Herald Express, San Francisco Examiner, Roswell Daily Record che raccontarono la versione "aliena", mentre quella ufficiale da cover up fu riportata dal New York Times, Washington Post e dal Chicago Tribune (tanto per citarne alcuni) il giorno seguente.
Qualche giorno dopo una grande squadra di soldati fu inviata sul luogo del crash per recuperare tutto il materiale, inclusi numerosi soldati della Polizia Militare che dovevano controllare che sconosciuti non accedessero all'area intorno la fattoria dei Foster.
Ad un miglio o due dall'area vera e propria fu ritrovato il corpo centrale dell'Ufo e ancora un paio di miglia distante da esso, i famosi corpi umanoidi.
I militari presero in consegna William Brazel per circa una settimana, che quando fu rilasciato negò tutto quanto da lui affermato i giorni prima, dichiarando di aver preso un grosso granchio.


Articolo tratto dal sito www.geocities.com/majestic12it curato da Alessandro,
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